
Mentre il settore delle costruzioni stava ancora metabolizzando le procedure del DM 2022, il Ministero ha impresso una nuova, decisa accelerazione. Con il DM 24 novembre 2025, sono stati aggiornati i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori.
Analizzando il testo del decreto e confrontandolo con la versione precedente, appare evidente che non siamo di fronte a un semplice restyling tecnico. Siamo di fronte a un cambio di paradigma che allinea definitivamente il Green Public Procurement (GPP) italiano agli standard europei più avanzati (framework Level(s), Tassonomia UE) e alle metriche di sostenibilità tipiche dei grandi investitori privati.
Per Stazioni Appaltanti, Progettisti e Imprese, questo significa che la sostenibilità non è più una somma di requisiti “a catalogo” (es. la percentuale di riciclato nel calcestruzzo), ma un processo di ingegneria prestazionale che parte dalla fattibilità e arriva alla demolizione.
Ecco le 3 novità strutturali del nuovo Decreto che cambieranno il modo di progettare e costruire le opere pubbliche.
- Estensione del Campo di Applicazione: nessuno escluso
La prima novità riguarda il perimetro. Fino a ieri si pensava ai CAM principalmente per gli “edifici” (scuole, uffici).
Il nuovo testo (Cap. 1.1) chiarisce che i criteri si applicano a:
- Interventi edilizi e opere di ingegneria civile (quindi anche infrastrutture, piazze, opere idrauliche).
- Manutenzioni ordinarie e straordinarie (non solo nuove costruzioni).
- Opere di urbanizzazione a scomputo realizzate da soggetti privati.
Quest’ultimo punto è cruciale per i Developer privati: se costruite una lottizzazione residenziale e realizzate strade o parchi da cedere al Comune, quelle opere devono rispettare i CAM esattamente come un appalto pubblico.
- LCA e LCC: dal “facoltativo” al “cuore della strategia”
Il vero salto di qualità riguarda l’approccio al ciclo di vita.
Il DM 2025 formalizza l’uso dell’LCA (Life Cycle Assessment) e dell’LCC (Life Cycle Costing) come strumenti metodologici cardine.
Non basta più rispettare i requisiti dei materiali. La “Relazione di sostenibilità dell’opera”, parte integrante del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) ai sensi del nuovo Codice degli Appalti, deve contenere una stima del ciclo di vita basata su standard internazionali (UNI EN 15978, UNI EN 15804).
Il decreto introduce una metodologia semplificata ispirata al framework europeo Level(s), focalizzandosi su fasi critiche (A1-A3 produzione, B4 sostituzione, B6 energia operativa) e richiedendo il calcolo del GWP (Global Warming Potential).
In SMR LAB leggiamo questo passaggio come la vittoria dell’approccio analitico: non si progetta più “a sensazione”, si progetta calcolando l’impronta di carbonio e i costi futuri di gestione.
- Adattamento Climatico: progettare la resilienza
In linea con la Tassonomia Europea (principio DNSH), il nuovo Decreto introduce l’obbligo di effettuare uno Screening del Rischio Climatico (Cap. 2.2.2) già nel progetto di fattibilità.
Il progettista deve:
- Analizzare l’area di intervento rispetto ai rischi fisici (alluvioni, ondate di calore, eventi estremi).
- Prevedere misure di adattamento specifiche (es. invarianza idraulica, superfici drenanti per almeno il 60% dell’area, riduzione dell’isola di calore con materiali ad alto indice di riflessione solare SRI).
Non è più ammissibile progettare un’opera pubblica senza dimostrare che essa sarà resiliente al clima del 2050.
Altre novità rilevanti
- BIM & Sostenibilità: Viene richiesto esplicitamente (Cap. 2.1.3) di implementare nel modello BIM le informazioni ambientali (es. ISO 22057 per le EPD), rendendo il modello un vero database di sostenibilità.
- Materiali e Verifiche: Si stringono le maglie sulle certificazioni. Per i materiali riciclati (es. calcestruzzo, acciaio, isolanti), le asserzioni autodichiarate (ISO 14021) non sono più ammesse senza una validazione di parte terza (eccezion fatta per una fase transitoria). EPD e certificazioni di prodotto (ReMade in Italy, ecc.) diventano lo standard di fatto.
- Criteri Premianti ESG: Vengono introdotti criteri premianti per gli operatori economici che possiedono attestazioni relative alla valutazione dei rischi ESG (Environment, Social, Governance), premiando le aziende strutturate.
Conclusioni
I Nuovi CAM Edilizia 2025 trasformano il Green Public Procurement da adempimento burocratico a politica industriale.
L’asticella si è alzata notevolmente. Per le Stazioni Appaltanti significa richiedere competenze specialistiche; per le Imprese e i Progettisti significa che non c’è più spazio per l’improvvisazione.
La sostenibilità misurabile, certificata e digitalizzata è l’unico linguaggio ammesso nelle opere pubbliche del futuro.



